Home Viaggi Viaggiare in solitaria? Ecco perchè provare

Viaggiare in solitaria? Ecco perchè provare

96
0
come il viaggio puo cambiare la vita marco maragno

IL VIAGGIO IN SOLITARIA PER CRESCERE E SUPERARE LE PAURE

Se la prima domanda è sempre “dove vai in vacanza?” quella che arriva subito dopo è “con chi vai?”. È sempre così, non succede anche a voi? La risposta parto da solo, fino a qualche anno fa significava essere uno “sfigato”, uno che non era riuscito a trovare nessuno con cui condividere la vacanza: un amico, un vicino di casa, uno straccio di fidanzata, nemmeno la mamma! Ma quegli sguardi di commiserazione che seguivano alla risposta, oggi sono si sono trasformati in sguardi di ammirazione. 

Quello dei “solo traveller” è diventato negli ultimi anni un vero e proprio boom, un fenomeno di tendenza. Libri, blogger e una miriade di pagine social raccontano l’avventura on-the-road di chi si è chiuso alle spalle una vita precedente e, con un brivido nel cuore, compie il primo passo della sua rivoluzione personale verso il nuovo io

Le motivazioni possono essere tante: la voglia di totale libertà, la ricerca di un’esperienza nuova, un anno sabbatico, la fuga da qualcosa o qualcuno e chi più ne ha più ne metta. Questo nuovo trend riguarda anche molte donne la cui scelta di viaggiare da sole ha infranto un tabù, perchè se c’è ancora qualcuno che storce il naso davanti a un uomo che parte in solitaria, figuriamoci davanti a una donna!

Qualunque sia la motivazione, viaggiare da soli rappresenta una medicina per l’anima. Oltre allo zaino e al nostro corpo portiamo via con noi lo spirito, e la conoscenza del mondo diventa conoscenza di vita, che diventa a sua volta opportunità di crescita e ragione di cambiamento. 

Ci rendiamo conto che non sono i soldi a fare la felicità, non lo è la tranquilla prevedibilità della routine o quel conformismo che ci mette al riparo dal giudizio altrui. Quello che manca al nostro equilibrio individuale è il tempo, un bene prezioso. Tempo per stare a tu per tu con noi stessi e indagare la parte più profonda della nostra personalità. E il viaggio è una grande opportunità per scoprire le meraviglie del mondo e quelle che albergano nella nostra anima.

Ma il viaggio in solitaria ci mette di fronte alle paure che insidiano la nostra vita. Quelle che a volte sconfinano in ansia, che paralizzano e impediscono di affrontare ciò che è nuovo, perché il cervello umano è programmato per stare alla larga da quello che non conosce. 

E in questi casi la paura può diventare pericolosa e nemica del nostro equilibrio poiché ci blocca, paralizza gli sforzi necessari a trovare nuovi percorsi di vita utili a crescere ed evolversi. 

La paura ci tiene con le spalle al muro, chiusi in gabbie fatte di consuetudini e piccole sicurezze quotidiane che, benché soffocanti, ci illudiamo di controllare. E questo ci rassicura. 

Preferiamo sopravvivere nell’immobilismo della nostra comfort zone piuttosto che affrontare lo sforzo necessario per uscirne e vivere il cambiamento. Permettiamo alla paura di chiudere a chiave in un cassetto le nostre aspirazioni, i desideri e i sogni lasciandoci solo con un senso di frustrazione

E allora un viaggio in solitaria può davvero essere la grande prova per dimostrare in primis a noi stessi che l’ansia e i timori che ci ostacolano non sono insormontabili. Scalare i muri del mondo ci aiuta a scalare i muri della nostra mente e questo è un segnale importantissimo da mandare al cervello. Un viaggio consapevole ci dà l’opportunità di farlo. Ma come? Passandoci in mezzo, sperimentando quelle risorse che non pensavamo neanche di avere e che emergono quando ci distacchiamo dal nostro habitat e iniziamo ad essere liberi da ogni condizionamento. 

Dovremo fronteggiare tutte le ansie di chi parte senza compagnia: viaggiare in aereo da solo, ammalarsi e non avere nessuno vicino, finire nei guai per qualcosa, non capire la lingua, non avere punti di riferimento, dover gestire ogni cosa con le proprie forze. E poi imparare a convivere con culture diverse, a spingere i propri limiti sempre più in là, ad essere resilienti, a cambiare programma, punto di vista, opinione. A lasciar andare le cose, ad aprire la mente al diverso e a ciò che non si conosce, dimenticare le abitudini, i condizionamenti culturali che ci rendono diffidenti. Dobbiamo tornare a fidarci del nostro sesto senso, imparare a leggere lo sguardo delle persone perché gli occhi non mentono mai

In questo ci aiuta una paura “buona” che dobbiamo portare in viaggio con noi. Quella che fa scattare il campanello d’allarme quando siamo in zona pericolo, che aziona quel sistema primordiale di autodifesa che ha consentito alla nostra specie di sopravvivere. Questa paura è consentita, anzi, va infilata subito nello zaino assieme agli slip e ai calzini. 

Quando si viaggia ci apriamo agli incontri, alle relazioni con perfetti sconosciuti che diventano fonte di grande ispirazione nel percorso di cambiamento. Ci togliamo la maschera, ci raccontiamo per quello che si siamo veramente, senza sovrastrutture né paura di giudizio. Si condividono esperienze, racconti, consigli, pezzi di vita e di strada. Anime erranti accomunate dalla ricerca della propria via verso la felicità. L’incontro con gli altri è tra le cose più belle dell’esperienza di viaggio perchè arricchisce, dà valore alla vita e accende vere amicizie. Sono occasioni che perderemmo se stessimo fermi a casa.

Chi trova il coraggio di ribellarsi allo scorrere inesorabile e vuoto del tempo e decide di inseguire i propri sogni, troverà lungo il percorso tutte le cose belle della vita che sono al di là della porta di casa e al di fuori della propria zona di comfort. 

Quando si torna da un viaggio in solitaria, chi disfa lo zaino non è più la stessa persona che l’aveva preparato. La crescita personale, la scoperta di sé, gli ostacoli abbattuti, i pezzi di mondo e gli uomini che si sono incontrati là fuori, hanno tracciato la direzione verso il proprio benessere.

A chi è alla ricerca delle proprie coordinate della felicità non resta quindi che una sola cosa da fare: preparare lo zaino e partire per un viaggio in solitaria. 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here