Home Salute e Benessere Cos’è il digiuno e fa bene farlo? La mia sperienza…

Cos’è il digiuno e fa bene farlo? La mia sperienza…

188
0
marco maragno esperienza digiuno

Cos’è il digiuno?

Sappiamo tutti che il digiuno consiste nell’atto volontario di privarsi di cibo e, talvolta, anche di acqua per un determinato arco temporale, ma perché rinunciare a beni così preziosi? 

In fondo cibo e acqua rappresentano una necessità umana irrinunciabile oltre che un bene prezioso che ha assunto nel tempo una dimensione socio culturale sempre più rilevante.

La storia ci racconta che in realtà i motivi di digiuno possono essere i più disparati, spesso di origine politica, religiosa o socio-culturale. 

Basti citare il nome di Mahatma Ghandi per far riaffiorare alla mente il suo digiuno come forma di contestazione pacifica o il caso delle suffragette inglesi agli albori del XX secolo e, ancora, lo sciopero della fame dei Repubblicani Irlandesi che fu tanto rigido ed esemplare da ispirare la tradizione di scioperi della fame messa in atto dai prigionieri politici turchi e che arriva ai giorni nostri.

Ma al di là di questi esempi esiste un tipo di digiuno volto al conseguimento di un migliore stato fisico e mentale, un digiuno terapeutico insomma, che ha come obiettivo ultimo la purificazione da tossine volta alla prevenzione dell’insorgere di malattie e al miglioramento della forma fisica oltre che dell’equilibrio mentale, favorendo la concentrazione e l’allontanamento di sofferenze emotive di vario genere.

Quando si parla di digiuno, la principale distinzione da fare è tra digiuno a secco, che trova uno dei massimi esponenti nella scuola russa: il dottor Sergej Filonov e digiuno idrico, ben più praticato nel mondo occidentale, con importanti esponenti anche in Italia come il medico epidemiologo Franco Berrino o il medico chirurgo Giuseppe Cocca.

Mentre il primo consiste in un digiuno integrale e quindi nella più totale astinenza da qualunque fonte di sostentamento, per digiuno idrico si intende un digiuno in cui ci si priva completamente di cibo solido e liquidi ad esclusione dell’acqua. Soprattutto nel mondo occidentale, e all’epoca attuale, pratiche come queste possono sembrare prive di ogni senso logico quando applicate volontariamente, ma cerchiamo di aprire la mente e chiederci i motivi che hanno indotto popoli e culture a praticarlo, nel passato e ancora oggi, con estrema dedizione, per scoprire quali possono essere gli effettivi benefici che possiamo trarne.

Il digiuno fa bene?

il digiuno fa veramente bene=?

Il potere terapeutico del digiuno è stato ampiamente dimostrato nel tempo dalla scienza anche se molti medici sono ancora oggi riluttanti nell’adottarlo e consigliarlo apertamente ai propri pazienti.

L’evidenza scientifica mostra risultati oggettivi nel trattamento di disturbi quali: ipertensione, allergie alimentari, malattie cardiache, artriti, reumatismi, disfunzioni sessuali.

Del resto è chiaro che l’alimentazione influenza enormemente la nostra vita e quindi le scelte fatte in questo ambito hanno un impatto notevole su di noi; una pratica come il digiuno può rivelarsi estremamente utile in determinati casi, una lama a doppio taglio in altri.

Partiamo dal concetto che il digiuno non è per tutti e che è buona norma avvertire il proprio medico curante prima di intraprendere una strada del genere senza l’assistenza di professionisti o esperti in materia.

Le persone che soffrono o hanno sofferto di disturbi alimentari quali obesità o anoressia sono le più sensibili; lo stesso vale per bambini, anziani e donne in gravidanza.

Al di là dei motivi fisici va sottolineato che sono da escludere da questa pratica anche tutti i soggetti che soffrono di fragilità psicologica o debolezza emotiva visto l’impegno mentale che una pratica ascetica comporta.

Partiamo dai primi concetti chiave che ci permettono di capire a fondo l’importanza del digiuno attuato nel modo corretto. Digestione e assorbimento dei nutrienti impiegano quasi un terzo della nostra energia corporea e, talvolta, quando il corpo umano è in “stato di emergenza fisica” è lui stesso a rigettare gli alimenti che proviamo a introdurre, per evitare questo impiego di energie. Nel mondo animale spesso accade che l’istinto di sopravvivenza si inneschi automaticamente in molte specie e quindi che animali feriti o malati cerchino riparo in cui andare a trascorrere del tempo al sicuro per riposarsi e digiunare.

Il digiuno avvia quindi un processo di reset in cui nelle prime 12/24 ore si instaura un sostentamento metabolico basato sull’ossidazione di trigliceridi e del glucosio presente nel fegato sotto forma di glicogeno. Successivamente, abbassate le scorte di glicogeno, la maggior parte dei tessuti si adeguerà al consumo di acidi grassi, risparmiando la riserva glucidica per chi ne ha assoluto bisogno: i globuli rossi. Dopo le 24 ore di digiuno il corpo capisce che non può fare affidamento sull’introduzione di cibo e non aspetta oltre, si attiva. Inizia la glucogenesi la quale richiede aminoacidi presenti nelle proteine costituenti i muscoli, si da così avvio al catabolismo degli stessi e quindi a una graduale riduzione dei tessuti muscolari. 

Ma in questa fase si innesca un importantissimo processo chiamato autofagia, oltre che a livello dei tessuti, anche a livello delle cellule, che venne evidenziata dal biologo cellulare giapponese Yoshinori Ohsumi permettendogli di conseguire il premio nobel nel 2016

Secondo un esperimento dello scienziato originario di Fukoka, avvenuto sulle cellule di lievito, venne dimostrato che il processo ha effettivamente luogo trasformando una sua personale teoria in evidenza scientifica. Questa capacità delle cellule potrà quindi, alla luce delle prove emerse, essere sfruttata per eliminare scarti e permettere un rinnovo dei suoi componenti, processo che prende avvio dopo un digiuno di almeno 14 ore.

Un digiuno di media durata può arrivare a durare una decina di giorni, uno di lunga durata può proseguire fino al mese intero o più laddove vi sia adeguata assistenza medica.

Digiuni ben preparati e seguiti correttamente portano all’eliminazione delle tossine assunte negli alimenti, alla diminuzione delle infiammazioni e al rafforzamento generale del sistema immunitario, inoltre, l’assenza di cibo permette una lotta a pieno regime energetico contro le cellule tumorali. L’eliminazione delle tossine inizialmente provoca degli stati di mal di testa, nausea, manifestazioni cutanee e dolori diffusi ma, come afferma il Dottor Franco Berrino, verranno lasciati alle spalle nelle successive ore di digiuno.

Tuttavia, prima di iniziare un digiuno, è indispensabile anteporre un periodo di avvicinamento ad esso in cui si iniziano ad eliminare alimenti partendo dai più nocivi (farine e cereali raffinati, bevande gassate contenenti zuccheri, olii raffinati) e proseguendo con quelli meno nocivi ma che andranno necessariamente ridotti (latticini, caffeina, teina). Sarà necessario affrontarlo in un momento di stress contenuto ed equilibrio mentale, spesso il momento migliore risulta essere l’estate perché in questa stagione è più semplice procedere a rinunce alimentari e generalmente il livello di buon umore è più elevato.

Il digiuno intermittente

Se è la primissima volta che pensi di digiunare e sei intimorito dalla paura di non riuscire a rispettare l’obiettivo prefissato, una alternativa al digiuno “classico” può essere il digiuno intermittente.

Il digiuno intermittente è più accessibile per chi non ha esperienza e sicuramente può essere propedeutico a un digiuno idrico che si può mettere in atto in una seconda fase e addirittura a un digiuno a secco qualora l’individuo se ne senta all’altezza.

Un antico detto prescrive di digiunare un pasto alla settimana, un giorno al mese e una settimana all’anno. Il più celebre oncologo italiano: Umberto Veronesi, afferma addirittura che alla base di una sana alimentazione ci debba essere la ferma volontà di digiunare un giorno a settimana: “Una volta alla settimana, il giorno da voi scelto, non introdurrete cibo nell’organismo, che ne avrà così totale beneficio.”

Se si fissa l’obiettivo di eseguire 2 o 3 giorni di digiuno bisogna necessariamente intervallarli con giornate di normale alimentazione in cui si reintroducono alimenti senza esagerazioni e seguendo i principi base di una dieta.

Alcuni principi della dieta mediterranea possono tornare utili come l’utilizzo di olio extravergine d’oliva come principale fonte di grassi sani e il consumo di frutta e verdura fresca, di stagione e a km 0, la migliore: quella ottenuta da agricoltura bio.

Anche con il digiuno intermittente, innescando gli stessi meccanismi già citati, si ottengono potenti benefici fisici (regolazione della glicemia e della pressione sanguigna, riduzione di infiammazioni e stress per citare i principali) e mentali, prevenendo patologie quali ictus cerebrale, Alzheimer e Parkinson.

La mia esperienza Personale

esperienza personale digiuno

Intraprendere questa strada per me è stato piuttosto naturale e senza forzature, cosa che consiglio vivamente a tutti di fare. Questa pratica non deve essere in nessun modo forzata, anzi, deve essere sentita e vissuta con la massima serenità possibile.

Personalmente ho iniziato con i digiuni intermittenti circa una decina di anni fa. Passavo dunque, inizialmente solo alcuni giorni della settimana e poi per periodi più lunghi, la maggior parte del tempo senza ingerire cibo, inizialmente 12 ore e poi 16 ore senza mangiare e concentravo i miei pasti nelle restanti ore.

Con questa pratica basta dunque eliminare uno dei tre pasti della giornata (colazione, pranzo e cena), per me eliminare la colazione e ritardare il pranzo fu la scelta più semplice.

Diciamo che fare un digiuno intermittente è piuttosto semplice e alla portata di tutti, sorgono spesso pensieri inerenti al cibo in una prima fase ma tutto gestibilissimo e permette di fare qualsiasi attività lavorativa e sportiva.

Questo tipo di digiuno oltre a farmi sentire meglio mi faceva sentire più leggero energico e mi diede in qualche modo una prima consapevolezza riguardo al cibo, mangiare meno dunque non significa avere meno energia anzi.

A quel punto, il benessere di questa pratica mi portò ad approfondire il tema, provavo attrazione e grandissima curiosità, così che nel giro di poco tempo iniziai a sperimentare il digiuno idrico di 36 ore.

Ecco, questo lo considero un vero e proprio salto dentro alla pratica del digiuno. Passare 36 ore senza ingerire cibo, diciamo che non è una cosa normale, ma è un’esperienza alla portata di tutti a livello di impegno fisico e mentale ma che marca un prima e un dopo.

Qui avvengono i primi conflitti interni, durante la notte si può già provare una lieve insonnia dovuto al fatto che il nostro corpo non è appesantito dal cibo e utilizza le proprie energie per sistemarsi.

I pensieri durante le 36 ore possono già essere molti e spesso negativi. Questo è il momento di diventare osservatori di se stessi. Si può provare anche un lieve mal di testa, tutto regolare, significa che il tuo corpo si sta ripulendo.

Più abbiamo dipendenze fisiche e più durante il digiuno si faranno sentire sia a livello mentale che a livello fisico.

Così il digiuno iniziò pian piano a diventare uno strumento che adottavo sempre con maggior frequenza fino ad utilizzarlo un giorno ogni settimana. Oltre a farmi sentire bene, sentivo che mi aiutava ad aver maggior controllo sui miei pensieri, e sappiamo bene quanto i nostri pensieri possono influenzare o creare la nostra vita, imparavo a conoscermi sempre di più ed eliminavo pian piano quelle abitudinarie routine che si fanno inconsciamente senza sapere realmente perché, semplicemente perché l’avevo sempre fatto. 

Da lì, dopo l’accurata documentazione, sentivo che era arrivato il momento di andare oltre, la mia alimentazione stava cambiando, diventava sempre più attenta e salutare. Decisi così di provare un digiuno idrico di 3 giorni. L’esperienza fu incredibile, profonda, difficile sia a livello fisico, emozionale che mentale. Tre giorni a sola acqua sono già una bella prova. L’umore cambia continuamente, si possono provare malesseri fisici, dolori in alcune parti del corpo, mal di testa, insonnia, debolezza, il senso di fame dal secondo giorno inizia ad andarsene l’alito si fa un poco sgradevole e la lingua…beh vi invito a documentarvi.

In questa fase è fondamentale mantenere la calma, rilassarsi, meditare stare da soli. I miei primi tre giorni non sono stati affatto facili, forse non ero ancora completamente pronto, ma quando lo saremo mai? Non ho mollato ed ho portato a termine le 72 ore di Digiuno con grande soddisfazione. Una cosa che posso consigliare è di alimentarsi il più correttamente possibile prima di iniziare tale pratica perché durante il digiuno si avranno poi meno sintomi negativi, cosa che io durante la mia prima esperienza di 3 giorni non feci. All’epoca fumavo e bevevo parecchi caffè con zucchero, dolci e qualche aperitivo con gli amici … ecco queste dipendenze si fanno poi sentire più che mai e me ne resi conto. Così il digiuno pian piano mi rese consapevole di tutte le mie dipendenze o quasi, perché maggiori sono le dipendenze e maggiore è la difficoltà. E’ inutile negare che senza volerlo un’esperienza del genere ti cambia nel profondo, quando finisci un digiuno di 3 giorni non sei più la stessa persona che lo ha iniziato, vedi tutto con un’ottica diversa. E così evolvi come essere umano, inizi ad evolvere spiritualmente. Smisi di fumare, iniziai a bere meno caffè, eliminai lo zucchero raffinato dalla mia vita quasi per completo, a vivere una vita più sana e attenta, iniziai a non mangiare più per semplice piacere o routine ma iniziai a mangiare per e quando ne avevo necessità. 

Finiti i 3 giorni senza mangiare se ne devono fare altri 3 almeno di riallimentazione, facendo massima attenzione, perché basta pochissimo a vanificare tutto lo sforzo fatto oltre che ad essere una fase delicata e pericolosa.  Molte persone stanno male proprio quando ricominciano a mangiare perché si abbuffano, invece qui bisogna fare massima attenzione e iniziare a introdurre cibo liquido come verdure cotte frullate, brodi, ma vi invito a leggere libri di medici che trattano il tema.

Dopo il mio primo digiuno di 3 giorni decisi di farne uno di 3 giorni almeno una o due volte all’anno e cercai di mantenere un giorno alla settimana da 24-36 ore.

saluto al sole marco maragno

In alcuni casi la forza di volontà viene meno e devo ammettere, spesso saltai il giorno a settimana ma cercai di applicare almeno il digiuno intermittente ma con la massima flessibilità. Personalmente non amo fare le cose forzatamente perciò in tutto questo periodo ho sempre cercato di essere e fare ciò che mi sentivo, cercando però di fare distinzione tra ciò che era una dipendenza o una cattiva abitudine o una sana necessità. A molti privarsi di qualcosa può sembrare una limitazione della propria libertà invece in questo periodo mi sono reso conto esattamente del contrario. La libertà è proprio poter scegliere se fare o non fare una cosa senza essere soggetto a sbalzi di umore, paure, sconforto, ma fare esattamente ciò che ci fa bene a livello fisico emozionale e spirituale. E quando noi fumiamo, beviamo, mangiamo per routine, prendiamo caffè, zucchero alcol etc. spesso lo facciamo proprio perché siamo schiavi di quel gesto o di quella sostanza.

La liberazione che provavo era sempre maggiore così smisi di fumare, tolsi lo zucchero raffinato, iniziai a diminuire fino a togliere la carne dalla mia alimentazione e smisi anche di bere alcolici e iniziai ad inserire sempre più sostanze naturali tra cui alcuni integratori, tra i migliori un infuso di foglie di ulivo.

Mi sentivo meglio giorno dopo giorno, passo dopo passo scoprivo una persona nuova più profonda e consapevole perché noi siamo ciò che mangiamo, e non esiste nulla di più vero.

Così senza rendermene conto iniziai ad inserire nei miei digiuni idrici un giorno di digiuno a secco.

Realmente non feci nessuno sforzo, la mia preparazione fisica e mentale era sufficiente e ottima.

Continuai a documentarmi, credo sia la chiave per avere fede in quello che si fa, o almeno per me così è stato, perché quando si fanno queste pratiche la maggior parte delle persone che vi circonda sarà contraria, ma non perché vi vuole male, anzi, proprio perché vi vogliono bene e non desiderano che qualcosa di sgradevole o negativo vi succeda. Questa loro preoccupazione deriva da una credenza che non è più la stessa che avete voi, e tra il vostro modo di pensare e di vivere e il loro si sarà nel frattempo  creata una notevole distanza e se non sapete bene perché lo state facendo finiranno per farvi cambiare idea. Siate consapevoli della strada e gli sforzi che avete dovuto fare per arrivare al vostro punto di vista, che non è ne migliore ne peggiore degli altri, è solo il frutto di tutto il lavoro che avete fatto su voi stessi.

Bene, una volta raggiunta un’elevata consapevolezza e una profonda conoscenza di me stesso sentii la necessità di speriementare, di conoscermi ancora più a fondo.

Iniziaci così un digiuno a secco senza data…

Ero veramente sereno, mentalmente preparato, per me il digiuno è qualcosa di normale, naturale e speciale, un momento magico dove dedicare tutta l’attenzione a noi stessi.

Non mi diedi nessun obiettivo, cominciai semplicemente vivendomi il momento, vivendomi una nuova e magica esperienza che stava per cominciare.

E così affrontai il primo, il secondo, il terzo, il quarto… poi il quinto e infine il sesto giorno senza bere un goccio d’acqua.

Si, per alcuni può sembrare follia, invece per me è stata magia. Nessuna sofferenza fisica, solo un lieve mal di testa tra il secondo ed il terzo giorno. Per il resto rimasi sorpreso per come affrontai questi giorni.

Iniziai a studiiare il Dr. Sergej Filonov che mi dava la giusta serenità  e il libro Nutrirsi di Luce di Jasmuheen.

Durante il mio digiuno a secco praticavo quotidianamente meditazioni, diverse tecniche di respirazioni, praniche e la respirazione Wim Hof che pratico da anni, periodi di silenzio il Sungazing, pratica che svolgo da un anno e consiste nel guardare il sole in orari non pericolosi e camminate. Grazie al mio Smart watch FitBit monitoravo le mie attività fisiche giornaliere così potevo controllare i parametri più importanti come frequenza cardiaca, qualità del sonno e passi. Per quanto possa sembrare strano cercavo di fare almeno 5000 – 9000 passi giornalieri e rimanere il più a lungo possibile a contatto la natura era una delle mie necessità, iniziavo a sentire una connessione incredibile con essa.

marco maragno passi durante il digiuno
marco maragno passi durante il digiuno 2

Avevo un battito perfetto durante tutti i giorni con un range di 39 -110 di frequenza cardiaca, durante la notte iniziai a dormire meno ma la fase di sonno profondo rimase invariata anzi aumento’ leggermente.

battiti cardiaci durante digiuno
frequenza cardiaca durante il digiuno

Dal 4° giorno in poi iniziarono in me una serie di conflitti emozionali e sentii la necessità di staccare il più possibile con la tecnologia e distanziarmi un pò dagli altri. In quei momenti è ora di guardarsi dentro e lasciare stare fuori.

Dal 5° giorno iniziavo ad essere leggermente più debole e anche se stavo ancora benissimo decisi precauzionalmente che il sesto giorno sarebbe stato il mio ultimo giorno senza bere. Durante quei giorni il tempo rallenta tutto cambia e si inizia ad avere un richiamo particolare per gli odori, in particolare quelli della natura, cominciai ad annusare i fiori, le piante, le foglie, l’erba e ricordo che al quinto mi presi una mela ed incominciai ad annusarla, era qualcosa di spettacolare, un odore incredibile mai sentito prima capace quasi di farmi commuovere (video). Il Dottor Filonov consiglia di non superare i 5 giorni di digiuno secco fai da te in casa e forse questo suo consiglio un pò mi ha condizionato ma va bene così e arrivai felice a completare il mio sesto giorni .In questa pratica è bene non fare gli eroi ma avere piena consapevolezza di se stessi, inoltre è sempre bene fare questa esperienza accompagnato da un esperto. 

La Fase di Rialimentazione 

Come già detto precedentemente la fase di rialimentazione è la fase più delicata del digiuno e deve durare almeno quanto il digiuno stesso mentre alcuni consigliano addirittura di fare 2 giorni di rialimentazione per ogni giorno di digiuno fatto dunque se facciamo 3 giorni di digiuno 6 devono essere di rialimentazione.

La rialimentazione è stata piuttosto lunga, lenta e graduale ma del tutto naturale, lo stomaco si rimpicciolisce ed è come quello di un neonato.

Cosi alla fine del sesto giorno ricomincio a introdurre gradualmente acqua inizialmente calda poi ambiente, facendo piccoli sorsi a distanza di 15 minuti l’uno dall’altro. Iniziai pian piano ad introdurre un 20% di succo (confezionato, non fresco no pera no melone) nel mio bicchiere d’acqua per riabituare anche il mio palato al gusto. Dopo due giorni di liquidi iniziai a cuocere delle verdure cotte, le frullavo e aggiungevo un 20-30% di verdure cotte liquide nel mio bicchiere di acqua bevendo sempre lentamente a sorsi distanziati e aumentavo pian piano la dose di verdura liquida nel mio bicchiere fino a bere alla fine del terzo giorno qualche sorso di verdura liquida al 100%. in questa fase basta mangiare/bere veramente poco per sentirsi pieni ma più si mangia e più si accende il desiderio di mangiare perciò bisogna fare massima attenzione e la cosa migliore è mangiare/bere poco e magari spesso. 

Al quarto giorno mi comprai un’anguria, fu un’emozione incredibile, mangiare un frutto dopo praticamente 9 giorni senza ingerire nulla è un’esperienza veramente difficile da raccontare, ecco li mi veniva da mangiarmela tutta, mi sono dovuto controllare per non esagerare ma mi sono sentito piuttosto libero di mangiarne a piacere come consiglia anche il Dr. Filonov. Iniziai a fare qualche piccolo assaggio di verdura cotta solida e mi nutrivo di verdure liquide, anguria e mele cotte. 

rialimentazione dopo digiuno.jpg

Il 5° giorno mangiai verdure cotte a piacere e iniziai ad inserire cereali e legumi sia frullati che liquidi.

Dal settimo giorno di rialimentazione cominciai ad inserire verdure e frutta cruda a piccole dosi.

Al 14esimo giorno mi sono mangiato mezza pizza…. mi mancava, si.

Questa esperienza non fu per me un’esperienza fisica ma fu l’inizio di qualcosa di più grande, di superiore, una connessione con la vita che non si può descrivere a parole e la cosa più bella che avviene è l’inizio di una pulizia profonda a livello emozionale e caratteriale dove l’ego viene preso a schiaffi un vero e proprio viaggio spirituale, uno dei più bei viaggia mai fatti in vita mia, e io sono un amante dei viaggi all’avventura…ma questo è un viaggio unico!

Il lavoro di miglioramento personale e scoperta del proprio essere non finisce mai e questo è una delle mie ragioni di vita che ha trovato nel digiuno una delle vie più belle da percorrere e strumento perfetto da utilizzare.

Questo non vuole essere un incitamento verso nessuno alla pratica del digiuno, pratica che non consiglio a nessuno a meno che non siate voi stessi a sentire la necessità di intraprendere questa esperienza. Ho sentito semplicemente la necessità di condividere con il mondo questo mio percorso. 

Amo comunicarlo, perché ringrazio dal profondo del mio cuore chi ha avuto il coraggio e la forza di fare e condividere le loro esperienze di vita e di digiuno perché poi sono diventate anche la mia forza e la miccia che ha acceso e dato luce a questo mio meraviglioso viaggio e mi auguro che questa mia esperienza possa servire anche solo ad alcuni di voi, che leggendo questo mio racconto hanno sentito qualcosa vibrare nel proprio cuore, come lo è stato per me.

Un forte abbraccio.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here